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Lunedì, 10 Agosto , 2020
Rimborsi di Stato per chi paga i conti con carte e app
Dario Aquaro - Il Sole 24 Ore - pag. 2
Sarà l’effetto coronavirus ma i dati dicono che gli italiani utilizzano sempre di più carte di credito o di debito per pagare i propri acquisti. A giugno e luglio Bancomat ha registrato un +4,6% nel numero di pagamenti rispetto a un anno fa: una differenza di quasi 10 milioni di operazioni. E’ chiaro che i pagamenti elettronici ancora non bastano a pareggiare il saldo negativo dei primi mesi dell’anno, ma è una tendenza che da maggio è in crescita sia nei volumi che di numero. Il decreto Agosto ha rifinanziato con 1,75 miliardi per il 2021 il fondo svuotato dal decreto Rilancio. Ricordiamo che la legge di Bilancio 2020 aveva predisposto un sistema di rimborso per chi faceva uso di strumenti di pagamento elettronici. L’incentivo era stato ribattezzato ‘bonus Befana’. Ora torna e sarà attivo dal 1° dicembre prossimo. Il bonus potrà arrivare fino a 2mila euro. Un decreto del Mef stabilirà condizioni e modalità attuative.

Nuovo stop per 8 milioni di cartelle ma sei debitori su 10 versano lo stesso
Marco Mobili e Giovanni Parente - Il Sole 24 Ore - pag. 3
Il decreto Agosto ha concesso un mese e mezzo in più per i versamenti. Dalla scadenza del 31 agosto, fissata dal decreto Rilancio, si passa al 15 ottobre. Naturalmente questo fa lievitare ulteriormente il numero di cartelle in stand by rispetto alle vecchie stime di 6,7 milioni. Il numero dovrebbe sfondare gli 8 milioni di cartelle. La proroga consente ai debitori nei confronti del Fisco e non solo, di avere più tempo per pagare, ma è anche vero che tutti i pagamenti rinviati andranno recuperati in un lasso di tempo strettissimo e concentrati a metà novembre. La sorpresa è rappresentata dal fatto che gli italiani stanno decidendo di continuare a pagare. Addirittura il trend è crescente, dice l’Agenzia delle Entrate. A fine giugno la percentuale di chi ha continuato ad onorare le scadenze è passata dal 59 al 62% e questo corrisponde a più di mezzo milione di debitori. Un segnale da non sottovalutare proprio nell’ottica della fine della fase di sospensione.

Dilazioni già scadute senza nuova chance
Luigi Lovecchio - Il Sole 24 Ore - pag. 3
Per i pagamenti all’agente della riscossione la nuova proroga arriva al 15 ottobre. Sempre al 15 ottobre slittano sia il blocco dei pignoramenti di stipendi che il termine entro cui chiedere una nuova dilazione, fruendo del raddoppio a 10 rate non pagate della condizione di decadenza dal piano di rientro. Sono le novità del decreto Agosto in materia di riscossione coattiva. Dunque, fino al 15 ottobre non sarà possibile notificare cartelle di pagamento e promuovere nuove azioni esecutive o cautelari. Ciò vale per la totalità dei debiti verso le Entrate e per le ingiunzioni fiscali emesse da Comuni e Regioni. La sospensione dei pagamenti incide anche sui piani di dilazione in corso, poiché sospende i pagamenti di tutte le rate che cadono tra l’8 marzo e il 15 ottobre. Per evitare ai debitore di pagare l’intero importo delle rate sospese entro il mese di novembre, è stato ampliato a 10 rate non pagate la soglia di tolleranza per evitare la perdita del beneficio del termine. La proroga vale per le dilazioni in corso all’8 marzo e per quelle richieste entro il 15 ottobre.

I bonus professionisti verso quota un miliardo
Antonello Cherchi e Valeria Uva - Il Sole 24 Ore - pag. 6
L’indennità di maggio per i professionisti ordinistici ammonta a 1.000 euro mentre quella corrisposta nei mesi di marzo e aprile è stata di 600 euro ciascuno. I dati elaborati dal Sole 24 Ore dicono che dalle 16 Casse che compongono l’universo ordinistico, le richieste viaggiano ad un ritmo leggermente inferiore al mezzo milione al mese. I mille euro di maggio spettano a tutti i liberi professionisti non pensionati con reddito 2018 sotto i 35mila euro, mentre quelli tra i 35mile e i 50mila euro dovranno dimostrare un calo delle entrate nel primo trimestre dell’anno pari ad almeno il 33%. Del bonus beneficeranno anche i nuovi iscritti del 2019. Chi ha fatto domanda per marzo e aprile beneficerà quasi in automatico del bonus a maggio. Quasi perché gli enti di previdenza dovranno verificare che nel frattempo non sia scattato il pensionamento di chi richiede il contributo. Inoltre andrà verificato se il richiedente ha cessato l’attività tra il 30 aprile e il 31 maggio. Sommando le domande liquidate di marzo e aprile si arriva a 937mila assegni già intascati per un importo erogato di 534,371 milioni anticipati dalle Casse e rimborsati finora per meno della metà.

Il superbonus rilancia i piani casa: volumi in più a spese del Fisco
Raffaele Lungarella e Valeria Uva - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 11
Anche gli interventi di demolizione e ricostruzione degli immobili sono ammessi al superbonus del 110%. Il decreto Semplificazioni ha previsto che gli immobili demoliti possano essere ricostruiti con sagome diverse per migliorare l’efficienza energetica anche aumentando la volumetria, se ammessa dalle norme urbanistiche. E’ quindi possibile e conveniente combinare i premi volumetrici previsti dalle leggi regionali sui piani casa per chi demolisce e ricostruisce con i lavori agevolati del 110%. La convenienza cresce se la ricostruzione prevede la realizzazione dello stesso numero di unità, ampliate, piuttosto che la realizzazione di un maggior numero di appartamenti. In caso di edificio esistente è più complesso sommare i due incentivi, quello fiscale e quello volumetrico. L’accesso al superbonus al 110% prevede un miglioramento di due classi energetiche che andrà valutato sull’intero stabile e non solo sulla parte ampliata. Sarebbe auspicabile un chiarimento interpretativo sull’applicazione del 110 anche agli ampliamenti di edifici esistenti.

Per le merci non ancora importate va provata l’irrilevanza Iva della vendita
M.Balzanelli, M.Sirri e R.Zavatta - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 12
La vendita di beni prima che ne sia effettuata l’importazione configura una cessione di merce ‘allo stato estero’ non soggetta a Iva, in quanto operazione territorialmente non rilevante ai sensi dell’art. 7 bis del Dpr 633/72. Lo ribadisce la circolare 6/D delle Dogane dello scorso 8 maggio in relazione all’importazione in esenzione da dazi e Iva di beni destinati a fronteggiare l’emergenza sanitaria. L’irrilevanza territoriale della vendita deve essere comunque comprovata carte alla mano, essendo altrimenti contestabile la mancata applicazione dell’imposta. E questo anche in caso di transito. L’acquisto e successiva rivendita in uno stesso paese extraUe non potendo contare sull’esistenza di documentazione doganale richiede la collaborazione tra le parti. Scambi di corrispondenza sulla destinazione delle merci, ordini e conferme d’ordine in forme scritta, documenti di trasporto coerenti, sono tutti elementi utili. Non hanno rilevanza Iva in Italia le operazioni triangolari, quelle in cui un’impresa nazionale acquista beni presso un fornitore Ue e li rivende a un cliente extracomunitario con esportazione diretta dallo Stato membro del fornitore.

La chance delle obbligazioni per pagare i fornitori della Spa
Angelo Busani - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 13
Per far fronte all’emergenza come quella in corso l’emissione di obbligazioni da parte di una società per azioni può costituire un valido strumento per strutturare il debito contratto con i fornitori. Spetta all’assemblea la scelta di optare per l’emissione di obbligazioni. Si tratta, infatti, di un’operazione di finanziamento della società e, quindi, di una decisione che attiene alla gestione della compagine societaria. Inoltre la delibera di emissione deve prevedere i tempi di restituzione del capitale e stabilire se le obbligazioni conferiscano il diritto al percepimento di interessi e, in caso positivo, stabilirne l’entità. Sempre la delibera può prevedere che il diritto degli obbligazionisti alla restituzione del capitale ed agli interessi può essere subordinato alla soddisfazione dei diritti di altri creditori della società.

Controllo a tavolino, cartella annullata se il Fisco non risponde all’autotutela
Alessandro Borgoglio - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 16
Con la sentenza 811/3/2020 la Commissione tributaria regionale della Calabria ha annullato la cartella di pagamento scaturente dal controllo automatizzato qualora l’ufficio non abbia risposto all’istanza di autotutela presentata dal contribuente, costringendolo ad impugnare la cartella. Nel caso analizzato un consorzio aveva ricevuto una cartella di pagamento a seguito della liquidazione della dichiarazione dei redditi, con la quale erano state recuperate a tassazione alcune perdite pregresse dichiarate. Il consorzio presentava istanza di autotutela, ma il Fisco non rispondeva; da qui l’impugnazione della cartella. A seguito del ricorso l’ufficio annullava parzialmente la pretesa ma lasciava inalterata la residua parte. Secondo la Ctr, l’orientamento maggioritario della giurisprudenza di legittimità è per una ‘discrezionalità estremamente limitata’ del Fisco. Cassazione e Consulta hanno stabilito la natura discrezionale dell’istituto dell’annullamento d’ufficio.

Agevolati anche gli immobili storici di impresa
Rosanna Acierno - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 16
Beni strumentali. La Ctr del Lazio, con la sentenza 1381/13/2020 dello scorso 3 giugno, ha stabilito che il regime di favore ai fini delle imposte sui redditi per i fabbricati di interesse storico o artistico è applicabile anche agli immobili strumentali all’esercizio dell’attività d’impresa. La vicenda riguardava una società immobiliare che, in relazione a un fabbricato di sua proprietà riconosciuto di interesse storico, strumentale e concesso in locazione, aveva inizialmente liquidato in sede di dichiarazione per l’esercizio 2019 una maggiore Ires calcolata sul reddito determinato in base al canone annuo di locazione, anziché sulla base della minore delle tariffe d’estimo della zona censuaria. Per tale ragione la società aveva successivamente presentato una nuova dichiarazione rettificativa. Le Entrate disconoscevano la variazione in diminuzione della società. I giudici tributari d’appello hanno ritenuto che il regime di favore per gli immobili storici o artistici prescinde dalla loro categoria catastale e dalla eventuale locazione a terzi.

Successioni, imposta senza coacervo tra il 2001 e il 2006
Beatrice Santoro - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 16
Imposte indirette. L’ufficio non può applicare l’istituto del coacervo in sede di calcolo della franchigia dell’imposta di successione e donazione. Ad affermarlo è la Ctr Lombardia con la sentenza 932/26/2020 depositata lo scorso 8 giugno. Tutto ha inizio con la presentazione della dichiarazione di successione da parte di un contribuente. L’Agenzia notificava un avviso di liquidazione pretendendo maggiore imposta sulle quote ereditate. Più precisamente, l’ufficio individuava applicando l’istituto del coacervo una nuova base imponibile costituita sia dai beni ereditati che dalle erogazioni di liberalità ricevute dagli eredi negli anni passati. La Ctr riteneva che l’istituto del coacervo fosse incompatibile con la nuova tassazione ad aliquote fisse.

Un superbonus a regola d’arte
Simone Gualandi - Italia Oggi - pag. 4
E’ complessa la normativa del superbonus al 110% e presenta non pochi trabocchetti. Ad oggi mancano ancora tutti i passaggi da seguire per evitare i tranelli, anche se sono chiari gli elementi fondamentali. Vediamoli: migliorare di due classi energetiche l’edificio; partire con uno degli interventi trainanti ossia il cappotto termico o la sostituzione del generatore di calore. Tra le misure trainate c’è la sostituzione degli infissi, l’installazione dell’impianto fotovoltaico, delle batterie di accumulo elettrico o delle colonnine di ricarica. Tra le misure trainanti figura anche il sisma-bonus, ossia l’intervento per la messa in sicurezza statica dell’edificio. Se apparentemente tutto sembra chiaro, la realtà delle cose è diversa e più articolata. Ai fini degli ecobonus è necessario, ad esempio, che l’edificio sia esistente e provvisto di un impianto termico. Per il doppio salto di classe energetica occorre che il tecnico incaricato esegua un’Ape prima e dopo i lavori. Per gli interventi di isolamento termico e per la realizzazione di impianti alimentati da Fonti energetiche rinnovabili o contenenti gas fluoruranti è necessario che il tecnico incaricato sia adeguatamente qualificato.

Registro, ogni atto conta per sé
Alessandro Felicioni - Italia Oggi - pag. 8
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 158 del 21 luglio scorso, mette fine alle divergenze interpretative sull’articolo 20 del Tur, norma antielusiva per eccellenza in tema di imposta di registro. La Consulta sdogana definitivamente le operazioni straordinarie, tassate singolarmente. La tassazione va effettuata sulla base della singola scrittura stipulata, senza tener conto di interpretazioni varie sulla causa reale di singoli atti collegati tra loro. Così, ad esempio, è salvo il conferimento di azienda e la successiva cessione delle quote in luogo della cessione diretta dell’azienda, anche se la tassazione indiretta è del tutto indifferente. Il nuovo articolo 20 del Tuir, rubricato ‘interpretazione degli atti’ impone di determinare l’obbligazione tributaria sulla base dell’intrinseca natura e degli effetti giuridici prodotti dallo specifico atto portato alla registrazione.

Responsabilità 231 formato XL
Stefano Loconte e Giulia Maria Mentasti - Italia Oggi - pag. 9
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 75/2020 si amplia la responsabilità ex 231 da reato tributario. Il decreto recepisce la direttiva europea nota come Pif. Tra le disposizioni di immediato impatto per le imprese, spicca la responsabilità amministrativa da reato per le grandi frodi Iva, aggiungendo un nuovo tassello all’estensione della responsabilità da reato degli enti all’ambito penal-tributario, già avviata con la riforma dello scorso dicembre di cui alla legge 175/2019. La direttiva Pif prescrive agli Stati membri non solo la punizione delle persone fisiche, ma anche la responsabilità delle persone giuridiche, per le frodi Iva ‘gravi’, requisito che il legislatore europeo ritiene integrato quando le suddette azioni o omissioni, oltre a essere intenzionali, abbiano carattere transfrontaliero e comportino un danno complessivo pari ad almeno 10 milioni di euro. Da qui il dovere per il legislatore italiano di inserire nel catalogo dei reati presupposto della responsabilità amministrativa da reato delle società, ex Dlgs 231/2001, i delitti tributari, almeno quelli connotati di gravità individuale dalla direttiva.

Shopping, lo sgravio Iva c’è A latitare sono i turisti extraUe
Franco Ricca - Italia Oggi - pag. 10
Causa pandemia sono pochi quest’anno i turisti extracomunitari beneficiari dello sgravio Iva sugli acquisti. L’articolo 146 della direttiva Iva stabilisce che gli stati membri esentano le esportazioni, ossia le cessioni di beni spediti o trasportati fuori dell’Unione, eccettuati, quando spediti o trasportati da o per conto dell’acquirente non residente, i beni destinati a dotazione, rifornimento o vettovagliamento di nati da diporto, aerei da turismo e mezzi di trasporto ad uso privato. L’ordinamento italiano accorda la detassazione Iva alle cessioni di beni destinati all’uso personale o familiare, di valore superiore a 154,94 euro, al lordo dell’imposta. Tale valore si riferisce a ciascuna operazione di cessione che può anche comprendere molteplici beni ceduti contestualmente; non può, invece, riferirsi a più cessioni, ossia compravendite di beni effettuate in momenti diversi, anche quando siano documentate da un’unica fattura. Destinatari del beneficio fiscale sono i viaggiatori che hanno il domicilio o la residenza in un Paese extra-Ue, mentre non è rilevante la cittadinanza.

Imu esclusa da vincoli assoluti
Sergio Trovato - Italia Oggi - pag. 12
La Corte di cassazione, con la sentenza 14043 del 7 luglio scorso, ha stabilito che solo i vincoli assoluti all’edificabilità dell’area escludono l’assoggettamento a imposizione. La stessa regola che valeva per l’Ici trova applicazione per l’Imu. I vincoli idrogeologico e archeologico, o qualsiasi altro vincolo relativo, non impediscono l’edificabilità dell’area, ma ne diminuiscono il suo valore di mercato e comportano il pagamento del tributo in misura inferiore. Secondo i giudici del Palazzaccio ‘deve escludersi che un’area edificabile soggetta a vincolo urbanistico che la destini all’espropriazione sia per ciò esente dall’imposta. Da ciò consegue che la presenza di vincoli sul ruolo non sottrae lo stesso al regime fiscale dei suoli edificabili, ma assume rilievo ai soli fini della determinazione della base imponibile’.

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