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Versamenti in acconto dovuti ai fini Irpef, Ires ed Irap – Chiarimenti
Venerdì, 29 Novembre , 2019
Con la risoluzione n. 93/E del 12 novembre 2019 l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in ordine al versamento degli acconti dovuti ai fini Irpef Ires ed Irap. A decorrere dal 27 ottobre 2019, l’articolo 58 del decreto legge n. 124/2019 (in corso di conversione) ha stabilito che ‘per i soggetti di cui all’art. 12- quinquies, commi 3 e 4, del decreto legge 30 aprile 2019 n. 34, i versamenti di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dell’imposta sul reddito delle società, nonché quelli relativi all’imposta regionale sulle attività produttive sono effettuati in due rate ciascuna nella misura del 50%, fatto salvo quanto eventualmente già versato per l’esercizio in corso con la prima rata di acconto con corrispondente rideterminazione della misura dell’acconto dovuto in caso di versamento unico’. Per determinati soggetti, quindi, la norma modifica la misura dei versamenti della prima e della seconda rata degli acconti dovuti ai fini Irpef, Ires ed Irap, rimodulandoli in due rate di pari importo, ossia al 50%, anziché 40 e 60%. La modifica trova applicazione nei confronti di coloro ai quali era stata disposta la proroga dei versamenti al 30 settembre 2019. Parliamo dei contribuenti che: esercitano, in forma di impresa o di lavoro autonomo, le attività economiche per le quali sono stati approvati gli Isa e di coloro che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun Isa, dal relativo decreto ministeriale di approvazione. Ricorrendo tali condizioni si applica anche ai contribuenti che: applicano il regime forfettario agevolato; applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità; determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari; ricadono nelle altre cause di esclusione dagli Isa. La rimodulazione del versamento degli acconti è applicabile anche: all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap dovuta dai contribuenti che si avvalgono di forme di determinazione del reddito con criteri forfetari; alla cedolare secca sul canone di locazione, all’Ivie e all’Ivafe. Per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, è fatto salvo il versamento dell’eventuale prima rata di acconto ed è dovuta, quindi, la seconda rata nella misura del 50% ovvero l’unico versamento nella misura del 90%.
(Vedi risoluzione n. 93 del 2019)

Utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta corrispondenti alle detrazioni per gli interventi di riduzione del rischio sismico e per gli interventi finalizzati al risparmio energetico – Ridenominazione dei codici tributo ‘6890’ e ‘6891’
Venerdì, 29 Novembre , 2019
Con la risoluzione n. 94/E del 20 novembre 2019 l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che le quote annuali dei crediti d’imposta ceduti per il Sismabonus Acquisti e per l’Ecobonus potranno essere utilizzate in compensazione dal cessionario, tramite modello F24, indicando i codici tributo istituiti con la risoluzione n. 58/E/2018, come di seguito ridenominati: ‘6890’ denominato ‘ECOBONUS – Utilizzo in compensazione del credito d’imposta ceduto – art. 14, commi 2-ter e 2-sexies del DL n. 63/2013 – art. 10, comma 3-ter del DL n. 34/2019’; ‘6891’ denominato ‘SISMABONUS - Utilizzo in compensazione del credito d’imposta ceduto – art. 16, commi 1-quinquies e 1-septies del DL n.63/2013’. I crediti ceduti sono utilizzabili esclusivamente in compensazione dal cessionario, rispettivamente in dieci e cinque quote annuali, di pari importo. Per essere utilizzati in compensazione è necessario che il cessionario proceda all’accettazione dei crediti medesimi. In fase di elaborazione dei modelli F24 ricevuti, l’Agenzia delle Entrate effettuerà controlli automatizzati al fine di verificare che l’ammontare dei crediti utilizzati in compensazione non ecceda l’importo della quota disponibile per ciascuna annualità, pena lo scarto del modello F24.
(Vedi risoluzione n. 94 del 2019)

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta per l’ammodernamento degli impianti calcistici
Venerdì, 29 Novembre , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 95/E del 20 novembre 2019, ha istituito il codice tributo ‘6907’ per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per l’ammodernamento degli impianti calcistici. E’ stata la legge n. 205/2017 all’articolo 1 a prevedere a favore delle società appartenenti alle Lega di serie B, alla Lega Pro e alla Lega nazionale dilettanti un contributo, sotto forma di credito d’imposta, nella misura del 12% dell’ammontare degli interventi di ristrutturazione degli impianti medesimi, sino a un massimo di 25mila euro. Il credito d’imposta va utilizzato esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24 attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. L’ammontare del credito d’imposta utilizzato in compensazione non deve eccedere l’importo concesso dall’Ufficio per lo Sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, pena lo scarto del modello F24.
(Vedi risoluzione n. 95 del 2019)

Istituzione dei codici tributo per consentire ai fornitori di recuperare in compensazione gli sconti praticati in relazione alle detrazioni per l’ecobonus e il sisma bonus
Venerdì, 29 Novembre , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 96/E del 20 novembre 2019, ha istituito i codici tributo per consentire ai fornitori e agli eventuali cessionari di recuperare in compensazione, mediante modello F24, gli sconti praticati in relazione alle detrazioni spettanti per gli interventi di riqualificazione energetica e di riduzione del rischio sismico. I nuovi codici tributo sono: ‘6908’ denominato ‘ECOBONUS – Recupero dello sconto praticato dal fornitore’ e ‘6909’ denominato ‘SISMABONUS – Recupero dello sconto praticato dal fornitore’. I crediti utilizzabili in compensazione sono quelli risultanti dalle comunicazioni di esercizio dell’opzione per lo sconto inviate all’Agenzia delle Entrate dai soggetti aventi diritto alle detrazioni. Affinché i crediti possano essere utilizzati in compensazione è necessario che il fornitore confermi l’esercizio dell’opzione e attesti l’effettuazione dello sconto. L’Amministrazione finanziaria effettuerà controllo automatizzati al fine di verificare che l’ammontare dei crediti utilizzati in compensazione non ecceda l’importo della quota disponibile per ciascuna annualità. In caso contrario l’F24 sarà scartato.
(Vedi risoluzione n. 96 del 2019)

Esenzione dalle ritenute sugli interessi ex art. 26-quater Dpr n. 600/1973 – Beneficiario effettivo – Cessione del credito a titolo di garanzia
Venerdì, 22 Novembre , 2019
Esenzione da ritenuta sugli interessi in caso di cessione crediti fra società consociate di Stati membri della Ue. Per essere considerata beneficiario effettivo la società deve ricevere pagamenti in qualità di beneficiario finale e non come fiduciario o delegato di terzi. Con la risoluzione n. 88/E del 18 ottobre 2019 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che riveste la qualifica sopra espressa la società che gode degli interessi, dispone del reddito percepito e trae un proprio beneficio economico dal contratto di finanziamento posto in essere. E’ il DPR n. 600/1973, art. 26-quater, che disciplina l’esenzione dalle imposte sugli interessi e sui canoni corrisposti fra società consociate di Paesi membri dell’Unione. Per essere considerata beneficiaria effettiva occorre inoltre che la società svolga una reale e genuina attività economica radicata nel tessuto economico del Paese di insediamento. Inoltre la verifica della qualità di beneficiario effettivo del percettore degli interessi può essere condotta anche preventivamente nell’ambito di un’istanza di interpello sui nuovi investimenti. Nel caso analizzato dalle Entrate l’Agenzia ritiene che la società istante non risulta beneficiario finale dei pagamenti in quanto è priva della titolarità e disponibilità dei crediti nascenti dal contratto di finanziamento.
(Vedi risoluzione n. 88 del 2019)

Determinazione dei valori in ingresso nella formulazione ante Atad in ipotesi di fusione in entrata di società residenti in Paesi ‘white list’
Venerdì, 22 Novembre , 2019
Con la risoluzione 92/E del 5 novembre 2019 l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alla disciplina dettata dall’articolo 166-bis del Tuir nella formulazione in vigore fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018 (ossia ante Atad). Nell’interpello che riguarda una fusione per incorporazione in entrata da Paese ‘White list’ perfezionatasi nel 2018 è stato chiesto di conoscere se il valore di ingresso delle attività e delle passività trasferite in Italia per effetto dell’operazione straordinaria possa essere rinvenuto automaticamente nel valore attribuito in sede di determinazione dell’exit tax dovuta nello Stato di provenienza, in quanto conforme al c.d. ‘arm’s length principle’. Inoltre è stato chiesto se ha rilevanza fiscale il disavanzo da fusione che l’incorporante ha allocato ad avviamento. Il decreto internazionalizzazione (Dlgs 147/2015) ha introdotto l’articolo 166-bis del Tuir che è stato poi modificato dal Dlgs 142/2018 col recepimento della direttiva Atad. La disposizione disciplina, ai fini delle imposte sui redditi, i beni che per la prima volta accedono nel nostro ordinamento, risolvendo il problema dell’individuazione dei criteri da utilizzare per attribuire il valore di ingresso agli asset dei soggetti che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia. Come anticipato, recentemente, l’art. 166-bis è stato modificato dal Dlgs 142/2018 le cui disposizioni trovano applicazione a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018. Tutti i soggetti che provengono da Paesi ‘White list’, ai fini fiscali, valorizzano le attività e le passività in ingresso sulla base del relativo valore nominale. Tale criterio trova applicazione anche laddove detto trasferimento nel territorio dello Stato si verifichi ‘a seguito e per effetto di una fusione con una società italiana’ e opera a prescindere dal pagamento di una exit tax nello Stato di uscita. Anche la relazione illustrativa al decreto internazionalizzazione (Dlgs 147/2015) precisa che il valore normale è assunto quale ‘criterio generale’ per i trasferimenti da Stati ‘White list’. La ratio del valore normale è evitare che plusvalori o minusvalori dei beni maturati interamente all’estero influiscano sulla determinazione del reddito imponibile in Italia. Nel corso di Telefisco 2019 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il valore normale deve considerarsi inderogabile. La natura inderogabile di questo criterio comporta l’impossibilità di riconoscere automaticamente, ai fini della valorizzazione degli asset in entrata, il valore ad essi attribuito nel paese di provenienza in sede di determinazione di una eventuale exit tax. E non è possibile recepire in Italia i valori correnti determinati nello Stato di uscita secondo criteri locali, anche se risultanti da perizia di stima. Ne deriva che non è possibile affermare che il valore normale degli asset coincida sempre col valore attribuito in sede di applicazione della exit tax dovuta nel Paese di provenienza. In merito al secondo quesito ovvero alla rilevanza fiscale dell’avviamento, per le operazioni fino al 2018 (ante Atad) lo stesso avviamento non ha rilevanza a prescindere dal fatto che ci sia stato assoggettamento a exit tax.
(Vedi risoluzione n. 92 del 2019)

Istituzione dei codici tributo per il versamento delle somme dovute a titolo di indennità di mora e interessi sull’imposta di consumo sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo
Venerdì, 15 Novembre , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 86/E del 15 ottobre 2019, ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite modello F24 Accise, delle somme dovute a titolo di indennità di mora e interessi sull’imposta di consumo sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo. I nuovi codici tributo sono: ‘5467’ denominato ‘Imposta di consumo prodotti succedanei dei prodotti da fumo – indennità di mora - articolo 7, comma 4, decreto ministeriale 29 dicembre 2014’; ‘5468’ denominato ‘Imposta di consumo prodotti succedanei dei prodotti da fumo – interessi sul ritardato pagamento – articolo 7, comma 4, decreto ministeriale 29 dicembre 2014’.
(Vedi risoluzione n. 86 del 2019)

Ridenominazione dei codici tributo ‘2839’, ‘2840’, ‘2841’, ‘2842’, ‘2843’ e ‘2844’
Venerdì, 15 Novembre , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 87/E del 16 ottobre 2019, ha ridenominato i codici tributo istituiti con la risoluzione n. 50/E del 15 febbraio 2008, per consentire il versamento, tramite il modello F24 Accise, dell’accisa sui tabacchi lavorati immessi in consumo nella Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, per la quota di spettanza della Regione medesima. Al fine di tenere conto della nuova quota di compartecipazione della Regione al gettito dell’accisa in argomento (5,91 decimi), con la presente risoluzione l’Agenzia delle Entrate ridenomina i codici ‘2839’, ‘2840’, ‘2841’, ‘2842’, ‘2843’ e ‘2844’.
(Vedi risoluzione n. 87 del 2019)

Forum nazionale del Terzo settore
Venerdì, 8 Novembre , 2019
L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 89/E del 25 ottobre 2019, risponde al Forum Nazionale del Terzo settore che chiedeva di conoscere se un ente iscritto in uno dei registri previsti dal Codice del terzo settore che non ha proceduto all'adeguamento del proprio statuto alle disposizioni inderogabili contenute nel medesimo Codice, possa continuare – fino all'entrata in funzione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts) – ad applicare le disposizioni fiscali previgenti in materia di Onlus, Oorganizzazioni di volontariato (Odv) e Associazioni di promozione sociale (Aps). Anche alla luce di quanto precisato dal ministero del Lavoro la circolare ritiene che un ente iscritto nel registro delle Odv o in quello delle Aps possa continuare ad applicare le disposizioni fiscali discendenti dalle rispettive normative sempre che sia in possesso dei requisiti formali e sostanziali previsti dalle leggi di settore, fino al termine di cui al comma 2, dell'articolo 104 del Codice anche nel caso in cui non proceda ad adeguare lo statuto entro il nuovo termine (prorogato) del 30 giugno 2020. Parimenti, un ente iscritto all'Anagrafe delle Onlus può continuare ad applicare le disposizioni fiscali rispettivamente previste sempre che sia in possesso dei requisiti formali e sostanziali all'uopo previsti, fino al termine di cui al comma 2, dell'articolo 104 del Codice, anche nel caso in cui non proceda ad adeguare lo statuto entro il nuovo termine (prorogato) del 30 giugno 2020. Anche il decreto legge n. 148/2017, convertito nella legge n. 172/2017, conferma che le disposizioni di carattere fiscale vigenti prima della data di entrata in vigore del Codice del Terzo Settore, continuano a trovare applicazione, senza soluzione di continuità, fino a quando non saranno applicabili le nuove disposizioni fiscali previste dal Codice.
(Vedi risoluzione n. 89 del 2019)

Istituzione del codice tributo per il versamento degli interessi attivi maturati sulle somme riscosse dal concessionario, devolute all'Erario
Venerdì, 8 Novembre , 2019
Con la risoluzione n. 90/E del 28 ottobre 2019 l'Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo '5469' per il versamento, tramite il modello F24 Accise, degli interessi attivi maturati sulle somme riscosse dal concessionario, devolute all'Erario decorsi tre anni dalla data dell'ultima movimentazione del conto di gioco. Il suddetto codice tributo è come segue denominato: 'Interessi attivi relativi alla gestione finanziaria della raccolta di gioco a distanza'.
(Vedi risoluzione n. 90 del 2019)

Richiesta di chiarimenti in merito alla deducibilità ai fini Irap di oneri correlati a strumenti finanziari rilevanti in materia di adeguatezza patrimoniale
Venerdì, 8 Novembre , 2019
L'Agenzia delle Entrate dedica la risoluzione n. 91/E del 29 ottobre 2019 al corretto trattamento fiscale applicabile, ai fini Irap, alle remunerazioni degli strumenti finanziari di tipo Additional Tier 1, rilevanti in materia di adeguatezza patrimoniale, ai sensi della normativa comunitaria e delle discipline nazionali, emessi dalla banca. Lo Ias 32 qualifica una passività finanziaria ovvero uno strumento di capitale a seconda che vi sia o meno un'obbligazione contrattuale a consegnare disponibilità liquide. Lo stesso Ias 32 disciplina la classificazione dei componenti ad esso collegati. In particolare, il predetto principio prevede la rilevazione a patrimonio netto delle remunerazioni, se lo strumento finanziario è stato qualificato come strumento di capitale, ovvero la rilevazione a conto economico, qualora le remunerazioni siano collegate ad una passività finanziaria. Dal punto di vista contabile gli strumenti finanziari di tipo Additional Tier 1 sono rappresentati nel bilancio redatto secondo i principi IAS/IFRS come strumenti di equity e le relative remunerazioni come componenti del patrimonio netto. Tali strumenti finanziari alimentano la voce '130-strumenti di capitale' del passivo di stato patrimoniale e le cedole corrisposte sono conseguentemente rilevate per cassa, una volta che ne sia stato deliberato il pagamento. Ne deriva che le remunerazioni degli strumenti finanziari di tipo Additional Tier 1 non assumono rilevanza nella determinazione del valore della produzione netta rilevante ai fini Irap.
(Vedi risoluzione n. 91 del 2019)

ISA – PERIODO D'IMPOSTA 2018 – CHIARIMENTI AI QUESITI DI ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E ORDINI PROFESSIONALI
Giovedì, 31 Ottobre , 2019
L'Agenzia delle Entrate, nella circolare n. 20/E del 9 settembre 2019, raccoglie i chiarimenti forniti alle associazioni di categoria e agli ordini professionali in occasione di incontri e convegni sugli Indici sintetici di affidabilità fiscale svoltisi nei mesi di giugno e luglio. Il nuovo strumento che sostituisce gli studi di settore ha generato molti interrogativi da parte degli addetti ai lavori che, invano, ne hanno chiesto la disapplicazione per il periodo d'imposta 2018 o, in alternativa, l'applicazione su base volontaria. Il documento di prassi amministrativa fornisce nuove informazioni sulle modalità applicative della nuova metodologia che si sommano ai chiarimenti forniti con la circolare n. 17/E/2019. In quaranta pagine la circolare fornisce chiarimenti per macroaree: utilizzo degli Isa ai fini delle attività di analisi del rischio e selezione; cause di esclusione; segnalazioni relative agli indicatori e al funzionamento del software 'Il tuo Isa'; coefficiente individuale; compilazione dei modelli; dati delle precompilate; regime premiale; proroga versamenti; ulteriori componenti positivi. Si tratta, in sostanza, di una sorta di prontuario a cui ricorrere quando dovessero insorgere difficoltà nella determinazione del profilo di rischio, sulle imposte da corrispondere e sugli altri argomenti legati agli indici. Gli indicatori sintetici di affidabilità fiscale sono formulati con un sistema a pagella. In base ai risultati ottenuti imprenditori e professionisti ottengono un voto che va da 1 a 10. Chi ha riportato un punteggio compreso tra 6 e 7,99 non subirà controlli dal fisco che invece scattano con risultati sotto la sufficienza. In merito alle cause di esclusione la circolare ribadisce che sono esclusi dagli Isa per il periodo d'imposta 2018 i soggetti che possono usufruire del regime agevolato forfettario (legge 398/1991) e coloro che si avvalgono del nuovo regime forfettario (legge 190/2014) e di quello per l'imprenditoria giovanile. Il documento si concentra, in particolare, sulle società cooperative a mutualità prevalente, sull'affitto d'azienda, sulla cessazione dell'attività prevalente e sulla modifica dell'attività in corso d'anno per effetto dell'inizio della nuova attività. Qualora gli indicatori di anomalia evidenzino particolari criticità, i contribuenti possono modificare i dati precalcolati dopo averli verificati e procedere all'elaborazione di un nuovo Isa, ma non è possibile intervenire su tutte le variabili precalcolate. Non lo sono, ad esempio, i coefficienti individuali per la stima dei ricavi/compensi. Nei casi in cui non è possibile intervenire i contribuenti possono utilizzare il campo delle note aggiuntive per fornire giustificativi in merito ad eventuali disallineamenti. Nuovi componenti positivi: solo i contribuenti con le 'carte in regola' possono usufruire dei benefici premiali Isa 2019. Un punteggio alto garantisce l'esonero dall'apposizione del visto di conformità. Se il risultato degli Isa consente di dichiarare ulteriori componenti positivi per ottenere un punteggio pari a 10, è possibile indicare anche un importo di componenti positivi che permetta di raggiungere un valore inferiore rispetto a quello proposto dall'Isa per migliorare il proprio profilo di affidabilità e accedere al regime premiale. I contribuenti che hanno ricevuto un punteggio pari o superiore a 8 possono utilizzare in compensazione, senza dover apporre il visto di conformità, i crediti per un importo non superiore a 50mila euro annui in caso di Iva e per un importo non superiore a 20mila euro annui relativi a imposte dirette e Irap, già a partire dal giorno successivo a quello della chiusura del periodo d'imposta nel quale sono maturati, senza dover aspettare la presentazione del modello Isa.
(Vedi circolare n. 20 del 2019)

Istituzione dei codici tributo per l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta per l’acquisto di nuovi veicoli a bassa emissione di CO2 e ibridi o elettrici
Venerdì, 11 Ottobre , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 82/E del 23 settembre 2019, ha istituito i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, dei crediti d’imposta per l’acquisto di veicoli nuovi di fabbrica di categoria M1 a basse emissioni di CO2 e di categoria L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e ed L7e elettrici o ibridi. I nuovi codici tributo sono: ‘6903’ denominato ‘Eco-bonus veicoli Cat. M1 – Recupero del contributo statale sotto forma di credito d’imposta – articolo 1, comma 1031, L. n. 145/2018’ e ‘6904’ denominato ‘Eco-bonus veicoli Cat. L1e/L7e – Recupero del contributo statale sotto forma di credito d’imposta – articolo 1, comma 1057, L. n. 145/2018’.
(Vedi risoluzione n. 82 del 2019)

Istituzione dei codici tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta per gli investimenti nei comuni colpiti dagli eventi sismici e del credito d’imposta per gli investimenti nelle zone economiche speciali
Venerdì, 11 Ottobre , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 83/E del 27 settembre 2019, ha istituito i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per gli investimenti nei Comuni colpiti dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016 e del credito d’imposta per gli investimenti nelle zone economiche speciali (ZES). I nuovi codici tributo sono: ‘6905’ denominato ‘Credito d’imposta investimenti sisma centro Italia – art. 18-quater, comma 1, decreto-legge 9 febbraio 2017 n. 8’; ‘6906’ denominato ‘Credito d’imposta investimenti ZES – articolo 5, comma 2, decreto-legge 20 giugno 2017 n. 91’.
(Vedi risoluzione n. 83 del 2019)

Modalità di versamento della sanzione amministrativa pecuniaria per il contrasto della contraffazione – Istituzione codice tributo
Venerdì, 11 Ottobre , 2019
Il decreto legge 14 marzo 2005 n. 35 ha previsto una sanzione amministrativa pecuniaria per chi viola le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale. Per consentire il versamento della sanzione amministrativa pecuniaria per il contrasto della contraffazione irrogata dalla polizia comunale l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo ‘3022’. In sede di compilazione del mod. F24 il suddetto codice tributo va esposto nella ‘Sezione Imu e altri tributi locali’. Qualora la sanzione amministrativa sia irrogata da organi diversi della polizia comunale il versamento è effettuato utilizzando il codice tributo ‘3021’. E’ quanto si legge nella risoluzione n. 84/E dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 4 ottobre. Il documento di prassi amministrativa precisa che ai fini del versamento della sanzione non è possibile avvalersi dell’istituto della compensazione.
(Vedi risoluzione n. 84 del 2019)

Spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento della procedura di adozione
Venerdì, 11 Ottobre , 2019
Con la risoluzione n. 85/E del 9 ottobre 2019 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le spese relative agli incontri post adottivi per la verifica del corretto inserimento del minore non sono normalmente deducibili in quanto rappresentano un normale onere rientrante nel generico dovere di mantenere, istruire ed educare i figli. Tuttavia, qualora l’accordo stipulato con il Paese di origine del minore preveda per i genitori adottivi l’obbligo di dar seguito a verifiche post adozione, le spese per l’espletamento di dette verifiche sono deducibili in quanto adempimenti necessari per l’espletamento della procedura di adozione.
(Vedi risoluzione n. 85 del 2019)

Indirizzi operativi e linee guida sulla prevenzione e contrasto dell’evasione fiscale e sull’attività relativa alla consulenza, al contenzioso e alla tutela del credito erariale
Venerdì, 20 Settembre , 2019
Con la circolare n. 19/E dell’8 agosto 2019 l’Agenzia delle Entrate illustra le linee guida dei controlli con le priorità del 2019. Al fine di selezionare i soggetti maggiormente a rischio l’Agenzia punta su approcci combinati e diversificati promuovendo la collaborazione degli uffici centrali e periferici e della Guardia di finanza. Questo, anche grazie all’analisi dei dati sempre più sofisticata e agli strumenti tecnologici a disposizione (ad esempio big data, machine learning, intelligenza artificiale). Attraverso le nuove fonti di dati provenienti dalla fatturazione elettronica, dai corrispettivi telematici e dalle informazioni acquisite nell’ambito della cooperazione internazionale l’Amministrazione finanziaria intende promuovere l’adempimento spontaneo del contribuente e concentrare gli sforzi investigativi su macro-tipologie di contribuenti.
Per prevenire e contrastare l’evasione e l’elusione fiscale le attività d’intervento devono essere ottimizzate valorizzando le sinergie e differenziando le misure rispetto ai grandi contribuenti, alle piccole e medie imprese, alle persone fisiche e ai lavoratori autonomi.

Grandi contribuenti
Le Direzioni regionali concentreranno le proprie risorse sui contribuenti che presentano un maggior rischio fiscale o su quelli che non esprimono comportamenti collaborativi e trasparenti. A tal fine potranno contare sull’attività di supporto della Direzione centrale. L’attività partirà da un’attenta analisi di ciascuna posizione fiscale. Verranno utilizzati gli strumenti e gli applicativi già a disposizione come il ‘tutoraggio’. Per ogni contribuente una scheda di analisi del rischio riassume le caratteristiche evidenziando il settore produttivo di appartenenza, il profilo di rischio dei soci, delle partecipate, le operazioni effettuate e le istanze di interpello presentate. Per l’anno 2019 le Entrate si propongono di intercettare e contrastare i più complessi fenomeni di pianificazione fiscale nazionale e internazionale, anche mediante l’uso delle banche dati disponibili.

Imprese medie dimensioni e minori
Le piccole e medie imprese sono formate per lo più da soggetti titolari di Partita Iva. Per contrastare l’evasione nei confronti di questa categoria di soggetti l’attività di analisi del rischio dovrà essere incentrata sulle caratteristiche del territorio di competenza. Sarà necessario, inoltre, un coordinamento sinergico tra le strutture regionali e quelle provinciali. A tal fine, all’interno delle Direzioni regionali saranno attivate specifiche unità organizzative demandate a svolgere attività di analisi del rischio di evasione/elusione in ambito regionale. Analoghi uffici coordineranno le attività di controllo delle strutture periferiche, con particolare riferimento alle imprese con volume d’affari o ricavi compresi tra 25 e 100 milioni di euro. Parallelamente all’attività di controllo le strutture coinvolte dovranno promuovere l’adempimento spontaneo di coloro che riceveranno le lettere di compliance. Nel secondo semestre dell’anno saranno inviate comunicazioni nei confronti di coloro che hanno emesso fatture elettroniche per i primi due trimestri del 2019 e non hanno presentato le relative comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche Iva. Il documento riporta le 4 importanti novità fiscali varate di recente: la fatturazione elettronica; la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri al momento limitata per coloro che nell’anno passato hanno realizzato un volume d’affari superiore a 400mila euro; l’ampliamento del regime forfetario; l’approvazione di 175 indici sintetici di affidabilità per il periodo d’imposta 2018.

Persone fisiche, lavoratori autonomi ed enti non commerciali
Al fine di stimolare l’emersione spontanea delle basi imponibili la circolare ricorda che nel 2019 sono state spedite circa 380mila lettere nei confronti dei contribuenti persone fisiche per i quali relativamente alle dichiarazioni dei redditi presentate per l’anno d’imposta 2015, è stata riscontrata un’anomalia. Nell’ultimo trimestre del 2019 verrà inviato un lotto di comunicazioni relativo all’anno d’imposta 2016. L’attività volta ad individuare i fenomeni di evasione/elusione dovrà essere supportata da un’attenta analisi del rischio, incentrata sulle caratteristiche peculiari del territorio e caratterizzata da uno stretto coordinamento tra strutture regionali e provinciali. Le attività di controllo dovranno mirare a far emergere la reale capacità contributiva del contribuente, concentrando l’attenzione sulle situazioni di rischio evitando di concentrare risorse per contestazioni di natura puramente formale. Con specifico riferimento agli enti non commerciali e alle Onlus l’attività di analisi del rischio terrà conto anche della conoscenza diretta del territorio e delle caratteristiche dei vari settori di attività, in modo da ottenere una selezione mirata dei soggetti evitando di perseguire situazioni di minima rilevanza. L’attenzione si dovrà concentrare sulla presenza di elementi non conformi alla natura non-profit del soggetto.

Contrasto illeciti e attività a rilevanza internazionale
Per prevenire e contrastare i fenomeni di frode fiscale, alle tradizionali attività di indagine, si aggiungono i dati provenienti dalla fatturazione elettronica e dalla comunicazione dei dati fattura. L’utilizzo di queste informazioni sarà utile anche per ricostruire la catena dei rapporti commerciali ed individuare i reali promotori e beneficiari della frode, specie in ambito Iva. Attenzione particolare dovrà essere posta ai fenomeni di frode fiscale realizzati mediante il meccanismo delle indebite compensazioni di crediti d’imposta, nonché mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. La circolare si sofferma poi sul ruolo svolto dal Settore contrasto illeciti attivo sul fronte internazionale per contrastare le residenze fittizie all’estero e l’illecito trasferimento e/o la detenzione all’estero di attività produttive. Per quest’ultima tipologia di attività, il Settore contrasto illeciti utilizza i dati trasmessi con lo scambio automatico di informazioni pervenute tramite il c.d. ‘monitoraggio fiscale’. Le attività di selezione delle Entrate potranno contare anche sulle informazioni acquisite grazie alla cooperazione con le Amministrazioni finanziarie di altri Paesi vedi il Common Reporting Standard, relative a conti e/o posizioni finanziarie detenuti in altri Paesi. Le informazioni così acquisite consentono di individuare gli intestatari e i titolari effettivi delle attività finanziarie detenute all’estero. L’obiettivo è individuare redditi sottratti a tassazione ascrivibili al soggetto estero operante in Italia. L’incrocio dei dati consentirà di verificare anche la corretta operatività di chi detiene attività finanziarie all’estero e i fenomeni di pianificazione fiscale aggressiva.
(Vedi circolare n. 19 del 2019)

Aliquota Iva prestazioni didattiche finalizzate al conseguimento delle patenti di guida
Venerdì, 20 Settembre , 2019
La Corte di Giustizia europea, con la sentenza del 14 marzo 2019, causa C-449/2017, si è pronunciata in merito alle esenzioni in materia di Iva ed ha affermato che tale esenzione non trova applicazione sulle lezioni di scuola guida, in quanto questa categoria di insegnamento non rientra tra quelle di ambito scolastico e/o universitario. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 79/E del 2 settembre 2019, risponde ad un contribuente che chiedeva di sapere se fosse corretto continuare a ritenere esenti da Iva le prestazioni didattiche finalizzate al conseguimento della patente di guida e se fosse passibile di contestazione per l’indebito ricorso all’esenzione Iva sulle prestazioni di natura didattica. Secondo i giudici unionali, l’insegnamento della guida automobilistica in una scuola guida, resta un insegnamento specialistico che non equivale a quello scolastico o universitario. In considerazione di ciò l’Amministrazione finanziaria ritiene che l’attività avente ad oggetto lo svolgimento di corsi teorici e pratici per il rilascio della patente di guida, deve considerarsi imponibile agli effetti dell’Iva.
Riguardo alle operazioni effettuate e registrate in annualità ancora accertabili ai fini Iva, è necessario dunque emettere una nota di variazione in aumento. Tale maggiore imposta deve confluire nella dichiarazione integrativa di ciascun anno solare di effettuazione delle prestazioni ancora accertabili. In merito al comportamento pregresso il documento di prassi amministrativa chiarisce che non sono irrogate né sanzioni né richieste di interessi moratori al contribuente per le prestazioni poste in essere antecedentemente al varo della presente risposta.
(Vedi risoluzione n. 79 del 2019)

Atto di separazione consensuale e agevolazioni ‘prima casa’
Venerdì, 20 Settembre , 2019
La cessione a terzi dell’immobile acquistato con l’agevolazione ‘prima casa’, in virtù di clausole contenute in un accordo di separazione omologato dal giudice, finalizzato alla risoluzione della crisi coniugale, non comporta la decadenza dal relativo beneficio. E’ quanto si legge nella risoluzione n. 80/E del 9 settembre 2019 dell’Agenzia delle Entrate. Il documento di prassi amministrativa chiarisce i dubbi prospettati da una contribuente che nel 2015 aveva acquistato, con i benefici ‘prima casa’ un immobile abitativo. Nel 2018 la stessa si separava consensualmente dal coniuge. L’accordo comprendeva la messa in vendita, prima dei 5 anni dalla data d’acquisto, dell’abitazione familiare con ripartizione in parti uguali tra i coniugi del ricavato. L’interpellante voleva sapere se la cessione a terzi dell’immobile comportava la decadenza dell’agevolazione ‘prima casa’. L’articolo 19 della legge 74/1987 dispone l’esenzione dall’imposta di bollo, di registro e di ogni altra tassa degli atti stipulati in conseguenza del procedimento di cessazione degli effetti civili del matrimonio e del procedimento di separazione personale tra coniugi, senza alcuna distinzione tra atti eseguiti all’interno della famiglia (cessione dell’immobile fra coniugi) e atti eseguiti nei confronti di terzi (vendita a terze parti). La ratio della norma è quella di agevolare la sistemazione dei rapporti patrimoniali tra coniugi a seguito di separazione o divorzio.
(Vedi risoluzione n. 80 del 2019)

Modifiche alla disciplina del Patent box
Venerdì, 20 Settembre , 2019
Il decreto Crescita ha apportato alcune modifiche alla disciplina del Patent box. A decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto (1°maggio 2019), i soggetti titolari di reddito d’impresa che optano per il regime agevolato Patent box possono scegliere di determinare e dichiarare il reddito agevolabile, indicando le informazioni necessarie alla predetta determinazione in idonea documentazione. L’opzione per la determinazione diretta del reddito agevolabile è comunicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta al quale si riferisce l’agevolazione Patent box, ha durata annuale ed è irrevocabile e rinnovabile. In caso di rettifica della somma, da cui deriva una maggiore imposta o una differenza del credito, al contribuente non si applica alcuna sanzione se lo stesso, nel corso di verifiche o ispezioni, consegni al fisco la documentazione necessaria per accedere al regime speciale. Il contribuente che detiene la suddetta documentazione deve darne comunicazione all’Amministrazione finanziaria nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta per il quale beneficia dell’agevolazione. Il documento di prassi amministrativa analizza il caso particolare dei contribuenti Ires con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare in corso al 1°maggio 2019. I contribuenti che si trovano in questa situazione, per scegliere il Patent box senza ruling e comunicare il possesso della documentazione, devono indicare il codice 1 nel campo ‘Situazioni particolari’ dei modelli ‘Redditi-Sc’ o ‘Redditi-Enc’ 2019.
I soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare in corso al 1°maggio 2019, non obbligati all’attivazione degli accordi preventivi per le imprese con attività internazionale, possono comunicare, al fine di beneficiare della non applicazione delle sanzioni, il possesso della documentazione indicando nello stesso campo ‘Situazioni particolari’ il codice ‘2’.
(Vedi risoluzione n. 81 del 2019)

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